L'Apnea, o Sindrome delle apnee nel sonno, è un disturbo che si verifica durante il riposo notturno, in genere dovuto a un "blocco" temporaneo delle vie respiratorie. Ogni episodio di apnea può durare da 10 secondi a 90 secondi e ripetersi più volte per notte (dalle 5 a oltre 30 volte ogni ora). Spesso è accompagnato da russamento rumoroso.
Per riprendere a respirare correttamente, si verificano risvegli improvvisi, sussulti e si attivano i muscoli di addome e torace, causando senso di affaticamento.
Al mattino si prova la sensazione di non aver dormito o riposato abbastanza oppure si sente l'esigenza di coricarsi nel pomeriggio.
Oltre alla sonnolenza, l'Apnea provoca scarsa ossigenazione del sangue, aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa.
Nei casi più gravi può portare a problemi come aritmie cardiache, reflusso e malattie cardiovascolari (come infarto e ictus).
Le due forme più comuni sono la Sindrome delle Apnee ostruttive nel sonno, molto diffusa fra le persone in sovrappeso, e la Sindrome Apnoica Centrale, frequente fra gli anziani. Queste, a lungo andare, compromettono lo stato di salute generale, per cui non bisogna sottovalutare l'Apnea o rimandare il consulto di un Medico specialista.
Il consulto di uno Psicologo, invece, si rivela utile soprattutto se si presentano contemporaneamente Disturbi di Ansia o dell'Umore o se l'Apnea è causata da sovrappeso, quindi può essere utile un percorso psicologico per perdere peso in modo graduale.
Dati statistici sulla Apnea notturna.
Il disturbo compare in genere negli adulti, con un picco fra i 40 e 60 anni e una media che oscilla fra l'1 e il 10%.
La popolazione più colpita è quella maschile (9% rispetto al 4% di quella femminile). Il disturbo può riguardare anche anziani e bambini.
L'Apnea tecnicamente è causata dall'ostruzione nelle vie aeree superiori (come ad esempio ingrossamento di tonsille o adenoidi); dal rilassamento dei muscoli della gola, del palato, della lingua; dall'ingrossamento del palato molle; da alterazioni mandibolari (ad esempio deviazione del setto nasale, rinopatia, sinusite cronica).
I fattori di rischio che contribuiscono a questa condizione sono: l'invecchiamento e il relativo rilassamento dei tessuti; il sovrappeso; l'assunzione di determinati farmaci (ad esempio miorilassanti, sedativi, sonniferi); il diabete e altre patologie mediche.
Chi soffre di Apnea spesso è anche chiamato "dormitore senza riposo", perché fra i sintomi più comuni vi sono:
Durante la notte, inoltre, si possono verificare: aumento della sudorazione, acidità, senso di affaticamento o bruciore al torace, esigenza di andare in bagno più volte.
Negli adulti possono inoltre manifestarsi alterazioni nel "funzionamento" sessuale, come scarso desiderio e problemi di erezione.
Se il disturbo si manifesta nei bambini può essere anche causa di: enuresi (bisogno di fare pipì di notte); agitazione e iperattività; scarsa capacità di attenzione e difficoltà di apprendimento; ritardo nello sviluppo.
Sindrome Apnoica Ostruttiva del Sonno (o Obstructive Sleep Apnea Syndrome, OSAS), causata dal blocco temporaneo della respirazione che riduce l'emoglobina e l';ossigeno nel sangue.
Sindrome Apnoica Centrale (o Central Sleep Apnea Syndrome, CSAS), causata da un'alterazione del meccanismo che governa la respirazione e caratterizzata da un respiro molto leggero e superficiale.
Sindrome ipoventilatoria alveolare centrale (o Central Hypoventilation Syndrome, CHS), causata da una compromissione nel controllo della ventilazione e caratterizzata da scarsa ossigenazione arteriosa.
Test di Muller, MSLT Multiple Sleep Latency Test, EES Epworth Sleepiness Scale, MMPI-2 Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2.
"Il sonno e i suoi disturbi", Lugaresi E., Il Mulino, 2008
"Le apnee ostruttive nel sonno", Gigli G.L. (a cura di), Il Minotauro, 1999
"La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno. Malattia dei grandi russatori", Lombardi C., Provini F., Lugaresi E. (a cura di), CLUEB, 2003